Lettera Lyrics by Francesco Guccini
All Francesco Guccini Lyricsperformed by : Francesco Guccini
language : italian
added on : March 22, 2009
modified on : September 15, 2009
Lettera
Il giardino di ciliegi fioritoagli scoppi del nuovo sole
il quartiere si presto riempito
di neve, di pioppi e di parole.
Alluna in punto si sente il suono
acciottolante che fanno i piatti
le tv sono un rombo di tuono
per lindifferenza scostante dei gatti.
Come vedi tutto normale
in questinutile sarabanda
ma nellintreccio di vita uguale
soffia il libeccio di una domanda.
Un g ed un dubbio eterno,
un formicaio di cose andate
di chi aspetta sempre linverno
per desiderare una nuova estate.
Son tornate a sbocciare le strade
ideali ricami del mondo
girano tronfie la figlia e la madre
nel viso uguali e nel culo tondo,
in testa identiche, senza storia
sfidando tutto senza confini
frantumano un attimo quella boria,
grida di rondini e ragazzini.
Come vedi tutto consueto
in questingorgo di vite morte
ma mi rattristo, io sono lieto
di questa pista di voglie sorte,
di questa rete troppo smagliata,
di queste mete da sognare,
di questa sete mai appagata
di chi starnazza e non vuol mai volare.
Appassiscono piano le rose
spuntano a grappi i frutti del melo
le nuvole in alto van silenziose
negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sullerba verde
fantastico piano sul mio passato
ma let allimprovviso disperde
quel che credevo e non sono stato.
Come senti tutto va liscio
in questo mondo senza patemi
in questa vita presa di striscio
di svolgimento corretto i temi
dei miei entusiasmi durati poco
dei tanti chiasmi filosofanti
di storie tragiche nate per gioco
troppo vicino, troppo distanti.
Ma il tempo, il tempo chi me lo rende
chi mi d indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende
la rabbia e il gesto, donne e canzoni.
Gli amici persi, i libri mangiati,
la gioia piana degli appetiti,
larsura sana degli assetati,
la fede cieca in poveri miti.
Come vedi tutto usuale
solo che il tempo stringe la borsa
e c il sospetto che sia triviale
laffanno e lansimo dopo una corsa.
Lansia volgare del giorno dopo,
la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo
di questa cosa che chiami . . . vita.